L'acciaio inossidabile, anzi stainless

L’acciaio inossidabile fu brevettato nel 1913 da Harry Brearley nella sperimentazione di acciai per armi da fuoco, egli scoprì che la presenza di cromo per una percentuale del 13-14% permetteva all’acciaio di non arrugginire all’atmosfera.
Tale proprietà venne definita come passivazione del cromo, ovvero il fenomeno elettrochimico che consiste nella formazione di un sottile pellicola di ossido che aderisce alla superficie; da qui il termine più appropriato stainless ovvero senza “macchia”. Questa capacità è autocicatrizzante qualora la composizione chimica rimanga pressochè invariata in base alla severità del danno, permette quindi di resistere alla corrosione proteggendo il metallo dall’azione di agenti chimici esterni. Nel tempo i progressi della metallurgia hanno permesso di ampliare a campi di utilizzo dell’acciaio ai vari settori industriali, come il minerario, petrolchimico, energetico. nucleare e alimentare.

Le tipologie di acciaio si dividono sostanzialmente in tre grandi famiglie:

  • Acciai inossidabili ferritici
  • Acciai inossidabili austenitici
  • Acciai inossidabili martensitici
In base agli impieghi specifici si aggiungono altre tre categorie:
  • Acciai inossidabili bifasici austeno-ferritici o duplex
  • Acciai inossidabili indurenti per precipitazione
  • Acciai inossidabili austenitici Nichel free

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